Progetto NEOFOS: a Milano il fosforo verrà recuperato dalle acque reflue
Recuperare il fosforo dalle acque reflue per ridurre l’impatto ambientale e promuovere un’economia sempre più circolare: è questo l’obiettivo di NEOFOS, un nuovo progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con un investimento di 1,5 milioni di euro.
Partnership tecnico-scientifica a supporto dell’innovazione
L’iniziativa vede la collaborazione di quattro attori primari del settore:
- Gruppo CAP, coordinatore del progetto e gestore del servizio idrico metropolitano
- MM Spa, che porta in dote competenze operative e gestionali degli impianti di depurazione cittadini
- Politecnico di Milano, referente per la ricerca applicata in ambito ingegneristico
- Università di Bologna, specializzata nello studio dei processi biologici e termo-chimici dei fanghi
L’obiettivo comune è validare su scala pilota soluzioni capaci di incrementare l’efficienza del recupero del fosforo rispetto ai processi chimici convenzionali, riducendo al contempo costi operativi, consumo di reagenti e impatti energetici.
Il fosforo: da scarto a risorsa
Il fosforo è una materia prima critica e non rinnovabile: recuperarlo dai cicli di depurazione significa ridurre la dipendenza dalle importazioni e allo stesso tempo trasformare un flusso residuo in una risorsa valorizzabile.
NEOFOS si muove proprio in questa direzione, sviluppando percorsi circolari integrati che permettono di:
- aumentare la capacità di rimozione biologica del fosforo
- generare prodotti recuperati riutilizzabili, soprattutto in agricoltura
- ottimizzare i processi di stabilizzazione e trattamento dei fanghi
Tecnologia S2EBPR: ottimizzazione dei flussi laterali
Il progetto si basa sulla tecnologia S2EBPR (Side-stream Enhanced Biological Phosphorus Removal), un sistema avanzato che potenzia la rimozione biologica del fosforo sfruttando i flussi laterali di processo.
La tecnologia consente di aumentare la presenza di batteri PAO, stabilizzare la rimozione senza ricorrere a eccessivi precipitanti chimici e ottenere fanghi più ricchi di fosforo, facilitando le fasi di recupero.
Il fosforo così concentrato potrà essere recuperato dai fanghi di depurazione e dalle ceneri da mono-incenerimento, mediante tecnologie sperimentali che puntano a ridurre costi energetici e operativi.
Verso impianti sempre più orientati alla circolarità
Con NEOFOS, il sistema idrico milanese si avvicina a un modello di trattamento in cui depuratori e impianti di incenerimento non sono più semplici infrastrutture di smaltimento, ma piattaforme di recupero di materia.
L’approccio sviluppato nel progetto:
- rafforza la sostenibilità dei cicli idrici
- promuove la chiusura del ciclo del fosforo
- introduce soluzioni replicabili anche in altri territori
- migliora le prestazioni complessive degli impianti di depurazione
In ottica Eurotec, questo progetto rappresenta un esempio concreto di come ricerca, tecnologia e gestione impiantistica possano convergere per migliorare l’efficienza dei processi e valorizzare le risorse presenti nei flussi idrici.
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